Chemioembolizzazione

CHEMIOEMBOLIZZAZIONE EPATICA ( Del FEGATO):

E’ una metodica oramai in uso da almeno due decenni ed è riconosciuta come trattamento curativo dei tmori primitivi del fegato (Epatocarcinomi ) e delle metastasi epatiche , nei pazienti che non possono sottoporsi  all’intervento chirurgico tradizionale ( epatectomia) per l’estensione del tumore (tumore inoperabile) o per le scarse condizioni generali del paziente( non in grado di sostenere l’anestesia generale).

Gli epatocarcinomi sono tumori primitivi del fegato, la cui insorgenza nei paesi occidentali , è legata alla presenza della cirrosi.Con tale termine si identifica la condizione di  fibrosi del fegato ( il fegato diventa piccolo e malfunzionante) , stato finale   del processo patologico innescato da una serie di  insulti esterni ( abuso di alcool, infezioni da virus -epatite B ed epatite C-malattie congenite e\o autoimmunitarie) . Gli epatocarcinomi, così come anche alcune metastasi , sono caratterizzati da una spiccata vascolarizzazione, che li rende facilmente distinguibili dal restante tessuto (sano)  del fegato.La chemiombolizzazione sfrutta prorpio questa  peculiare ipervascolarizzazione per poter aggredire tali tumori.

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In anestesia locale, il radiologo interventista sotto la guida di raggi X inserisce nell’arteria femorale un catetere che con opportune manovre  viene avanzato all’interno dell’arteria epatica e dei suoi rami che nutrono il tumore. Successivamente attraverso il catetere viene rilasciato un farmaco  chemioterapico ad alto dosaggio insieme a delle particelle embolizzanti ( cioè in grado di creare coaguli nelle arterie e impedire l’irrorazione del tumore). Poiché l’iniezione del farmaco avviene in modo molto selettivo è possibile usare una dose molto elevata capace di distruggere le cellule tumorali.

La Chemioembolizzazione consente di rilasciare alte dosi di farmaco tumoricida direttamente sulla zona dell’organo interessata e contemporaneamente consente di occludere ( embolizzare) i vasi che portano nutrimento al tumore.

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Disegno che illustra come la somministrazione intrarteriosa di partichelle embolizzanti contenenti il chemioterapico abbia un doppio effetto: ridurre l’apporto ematico al tumore ( effetto embolizzante ) e rilasciare il chemioterapico solo nel tumore (effetto chemioterapico) così da ridurre le dimensioni del tumore

Radioembolizzazione con Yttrium-90: La radioembolizzazione è molto simile alla chemioembolizzazione ma utilizza microsfere radioattive che emettono radiazioni.Questa metodica di recente sviluppo sembra avere dei risultati simili alla chemioembolizzazione , tuttavia risulta più costosa e più complessa nell’esecuzione.

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